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34 EDOARDO AMALDI
Anche in questo campo Fermi e collaboratori ottengono numerosi risultati fonda-
mentali, fra i quali ricordiamo la misura, in funzione dell'energia, della sezione d'urto dei
mesoni tt , d'ambo i segni, contro protoni e delle corrispondenti distribuzioni angolari dal-
la cui analisi si può risalire alla determinazione delle fasi delle onde diffuse di determinato
momento angolare e spin isotopico.
Ma la sua attività in questo campo era ancora in pieno sviluppo; si dovrebbe anzi dire
solo all'inizio, quando una inesorabile malattia stroncava bruscamente la sua eccezionale
fibra di ricercatore e di uomo.
Per quanto riguardino argomenti diversi della fisica dei me soni 7f vanno considerati
come facenti parte di questa ultima fase della attività del Fermi, dedicata allo studio
delle proprietà dei corpuscoli subatomici, due altri importanti lavori del 1947: il primo,
teorico, in collaborazione con Teller e Weisskopf, riguarda l'assorbimento da parte dei
nuclei dei mesoni μ negativi; il secondo, sperimentale, in collaborazione con L. Marshall,
la interazione dei neutroni con gli elettroni.
Questa schematica divisione dell'opera di Fermi in tre periodi, il primo dedicato alla
fisica atomica e molecolare, il secondo alla fisica del neutrone e alle sue applicazioni, il
terzo alla fisica dei corpuscoli subatomici, non inquadra tutta la sua opera.
In particolare non si possono tacere i lavori riguardanti la radiazione cosmica, ai cui
problemi egli rivolse la sua attenzione solo saltuariamente, ma in modo tale da apportarvi
contributi sostanziali.
Oltre al lavoro del 1933, già menzionato al principio, nel 1940 egli pone in evidenza
la influenza della costante dielettrica del mezzo sulle perdite di energia di un corpuscolo
veloce, fenomeno spesso indicato nella letteratura come effetto Fermi; nel 1949 conce-
pisce una teoria dell'origine dei raggi cosmici e nel 1950 una teoria della produzione di
corpuscoli nell'urto di due nucleoni di alta energia.
Questa ultima, basata su considerazioni di carattere puramente statistico e termo-
dinamico, rappresenta uno schema molto utile per il confronto con i dati sperimentali e
per la conseguente determinazione delle corrispondenti leggi tutt'oggi ancor assai poco
chiare.
La teoria dell'origine dei raggi cosmici, come fece notare egli stesso fin dal suo primo
lavoro sull'argomento, non può essere l'unico meccanismo attraverso il quale una parte
della materia ionizzata presente nell'universo viene accelerata, dando luogo ai corpuscoli
dotati di altissima energia che costituiscono i primari della radiazione cosmica. Si tratta
però di un meccanismo certamente esistente e la cui importanza relativa rispetto ad altri,
suggeriti contemporaneamente o poco dopo da altri autori, non è oggi ancora chiara e
verrà decisa solo in avvenire in base a un più approfondito studio sperimentale della
radiazione primaria e delle sue variazioni.
Il principio su cui si basa tale teoria, che egli presentò al Congresso internazionale
sulla radiazione cosmica tenuto a Como nel 1949, consiste in un meccanismo di urto
fra gli atomi di idrogeno ionizzato e le nubi di materia ionizzata che vagano negli spazi
interstellari. La eleganza, grandiosità e al tempo stesso semplicità della concezione sono
caratteristiche del genio di Enrico Fermi.

